Socialismo: i sette sigilli del Male

di John Hawkins, traduzione di Cristian Merlo

Vi sono una moltitudine di incentivi perversi che veicolano la promozione del socialismo. Se sei un politico, il socialismo ti consente di detenere il potere tra le tue mani, mentre il capitalismo sostanzialmente ne favorisce la perdita. Se il vostro obiettivo è quello di far uso dello Stato per controllare la vita delle persone, il socialismo costituisce un mezzo formidabile per riuscire nell’impresa; il capitalismo, al contrario, vi tarperebbe le ali. O ancora, se preferireste vivere con il sussidio di disoccupazione piuttosto che lavorare o, in alternativa, far quattrini in virtù di “chi conosci” piuttosto che della “bontà del servizio che sei in grado di erogare”, di nuovo, il socialismo è il sistema che vi è più congeniale


In funzione di ciò che ci è dato conoscere sino ad oggi [l’articolo tradotto risale al 2012, ndt], affermare che il capitalismo consentirà ad una società di conseguire un benessere maggiore rispetto al socialismo dovrebbe essere controverso all’incirca come sostenere che la terra è rotonda, e non piatta. Tuttavia, un recente sondaggio di Gallup mostrerebbe che più di un liberale nutre una visione positiva del socialismo, ancor più che del capitalismo. Questo è possibile solo perché vi sono una moltitudine di incentivi perversi che veicolano la promozione del socialismo. Se sei un politico, il socialismo ti consente di detenere il potere tra le tue mani, mentre il capitalismo sostanzialmente ne favorisce la perdita. Se il vostro obiettivo è quello di far uso dello Stato per controllare la vita delle persone, il socialismo costituisce un mezzo formidabile per riuscire nell’impresa; il capitalismo, al contrario, vi tarperebbe le ali. O ancora, se preferireste vivere con il sussidio di disoccupazione piuttosto che lavorare o, in alternativa, far quattrini in virtù di “chi conosci” piuttosto che della “bontà del servizio che sei in grado di erogare”, di nuovo, il socialismo è il sistema che vi è più congeniale. Ciò premesso, non ci si deve mai dimenticare che non esistono più economie che possono definirsi o integralmente socialiste o puramente capitaliste: così diventa molto più facile intorbidare le acque ed impedire alle persone di realizzare l’ovvia e scontata superiorità economica del capitalismo.

 1) Il socialismo avvantaggia i pochi a spese dei molti

Il socialismo soverchia il capitalismo sotto un aspetto primario: offre più sicurezza. Tale sistema può benissimo essere comparato ad una polizza assicurativa estremamente costosa, passibile di pregiudicare drasticamente la vostra qualità di vita, ma capace al tempo stesso di garantirvi che, se le cose dovessero andare di male in peggio, non scenderete mai al di sotto di uno stile di vita del tutto essenziale. Per la stragrande maggioranza delle persone, questo si configurerebbe come un pessimo affare. D’altra parte, se siete degli indolenti, totalmente incapaci o, in alternativa, terribilmente sfortunati, i magri benefici assicurati dal socialismo possono suscitare un buon appeal. In tal modo, una società socialista costringe i molti a soffrire sì da rendere la vita più facile ai pochi. Siamo propriamente nella situazione descritta, una volta, da Winston Churchill: <<l’inerente virtù del socialismo è l’equa condivisione della miseria>>.

2) Il capitalismo incoraggia lo spirito imprenditoriale, mentre il socialismo lo affossa

Lo Stato, operando in un contesto di economia capitalistica, può garantire piuttosto facilmente la parità di opportunità a tutti con poche leggi e con una regolamentazione ridotta all’osso, tuttavia il socialismo si sforza per conseguire una parità di risultati. Un simile atteggiamento dovrebbe terrorizzare la gente che apprezza la propria libertà perché in ultima analisi, come ha notato F.A. Hayek, <<una pretesa di uguaglianza assoluta delle condizioni materiali può essere soddisfatta esclusivamente da uno Stato investito di poteri totalitari>>. Si può benissimo constatare che è proprio quello che è accaduto in America, visto che i nostri sforzi per ridurre la “disuguaglianza” hanno condotto ad uno Stato ipertrofico ed in continua espansione, nonché ad un vasto ginepraio normativo che è pressoché inintelligibile, nonostante il fatto possa essere reso certamente esecutivo. Il capitalismo incoraggia le persone ad avviare un’attività di impresa e a costruire una vita migliore per sé stessi, mentre il socialismo giace in attesa degli agenti dell’IRS [l’Agenzia fiscale statunitense, ndr], accalappia le logiche burocratiche ed i burocrati impiccioni, il cui unico scopo è quello di rintracciare imprese da controllare e saccheggiare.

3) Il capitalismo conduce all’innovazione

Innovare ed inventare nuovi prodotti è un’attività che spesso richiede tempo, implica dei costi e costituisce un terno al lotto. Nove idee possono ben fallire prima che la decima decolli. E quanto meno i creatori che elaborano tali idee possono beneficiare della loro messa a frutto, tanto meno saranno indotti ad investire tempo, denaro ed energie per sviluppare nuovi progetti e nuove invenzioni. In altre parole, maggiore è il rischio, maggiore deve essere la ricompensa che possa invogliare le persone ad assumerlo. Il capitalismo offre adeguate remunerazioni per le persone produttive, mentre il socialismo offre agli individui responsabili solo una pletora di burocrati e parassiti, che intendono esclusivamente approfittarsi della loro “buona sorta”.

4) Il capitalismo genera una maggiore crescita economica

Il capitalismo, rispetto al socialismo, produce sicuramente una maggior crescita economica in quanto, come ebbe a dire John Kennedy , è paragonabile a <<una marea montante che solleva tutte le barche>>. Un’economia in rapida crescita genera più posti di lavoro, più ricchezza e costituisce un vantaggio per tutti. Molte persone postulano che il capitalismo non funzioni per il semplice fatto che vi sono ancora i poveri, ma questo modo di ragionare manca totalmente il bersaglio. In molte parti del mondo, essere poveri significa vivere in una casupola con un pavimento di terra battuta, mentre in America, la maggior parte degli americani poveri sono dotati di TV, frigoriferi e telefoni cellulari. La persona benestante, in un sistema capitalistico, può appropriarsi di una fetta maggiore della torta, ma anche il povero può ottenere enormi benefici per il solo fatto di vivere in un contesto economico fiorente ed in costante sviluppo.

5) Il socialismo è troppo lento nei processi adattativi

Il capitalismo è un sistema altamente efficiente nell’allocare il capitale negli ambiti in cui questo è più apprezzato. Non può essere diversamente. O si fornisce alle persone ciò per cui sono volontariamente disposte a pagare, oppure lo farà qualcun altro. D’altro canto, il socialismo è un sistema lento e stupido per una varietà di ragioni. Poiché lo Stato sta impiegando soldi non propri, non si dimostrerà particolarmente preoccupato qualora dovesse incorrere in una perdita. La politica si preoccupa delle suggestioni che spesso hanno la meglio sull’efficacia di un programma. Inoltre, ammesso e non concesso che i politici e i burocrati siano intelligenti e competenti, essi semplicemente non disporranno delle conoscenze specifiche, necessarie per prendere determinazioni che potrebbero influenzare migliaia di diverse industrie. Questo è fondamentalmente il motivo per cui il capitalismo potrà anche essere affetto da una molteplicità di problemi, ma quando insorgono davvero delle colossali crisi economiche, troverete sempre che lo Stato è immerso fino al collo in quel casino.

6) Il socialismo costituisce uno spreco in sé e per sé

Milton Friedman una volta disse: Nessuno spende il denaro degli altri con la stessa attenzione con cui spende il proprio. Nessuno impiega le risorse degli altri con la stessa cura con cui impiega le proprie”. Trattasi di un vero e proprio truismo e ciò postula che quanto più capitale viene distratto dai circuiti produttivi e redistribuito, tanto più esso verrà sprecato. Il mercato produce dei risultati incomparabilmente migliori nell’allocare le risorse, rispetto allo Stato, in quanto sono previste delle sanzioni severe in caso di fallimento. Una società che produce prodotti che nessuno intenderà acquistare, sarà semplicemente estromessa dal mercato. Un programma di governo che si dimostra del tutto inefficiente e che spreca montagne di denaro pubblico, l’anno successivo sarà probabilmente destinatario di un budget più elevato.

7) Il capitalismo funziona di concerto con la natura umana, mentre il socialismo ne costituisce la negazione

Ayn Rand ha ben ragione quando afferma che <<la ricchezza dell’America non è stata generata in virtù di pubblici sacrifici al “bene comune”, bensì dal genio produttivo di uomini liberi che hanno perseguito il proprio personale interesse e hanno realizzato la propria fortuna come individui. Non hanno affamato la gente affinché questa pagasse sulla propria pelle l’industrializzazione dell’America. Al contrario, grazie ad ogni nuovo macchinario che essi inventarono, alle loro scoperte scientifiche o ai loro avanzamenti tecnologici, costoro hanno offerto alle persone dei posti di lavoro migliori, dei salari più elevati e dei prodotti più economici: e così è il Paese intero ad essere cresciuto e ad averne beneficiato, senza soffrire, passo dopo passo>>.
Ma Adam Smith dice ancora meglio quando sostiene che << non è dalla benevolenza del macellaio, del birraio o del fornaio, che noi ci aspettiamo la nostra cena, ma dal loro rispetto nei confronti del proprio stesso interesse>>.
Un uomo lavorerà molto più alacremente per prendersi cura di sé, della sua famiglia e dei suoi cari, piuttosto che per ingrassare lo Stato, il quale poi sicuramente sprecherà gran parte delle risorse di cui si è appropriato per redistribuirle a persone che non hanno lavorato con la stessa intensità di colui che, in prima istanza, le ha legittimamente acquisite.

Articolo di John Hawkins su Townhall  

Traduzione di Cristian Merlo

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