Le tasse? Sono come il pizzo!

di Tibor R. Machan, traduzione di Cristian Merlo

Il primo passo è riconoscere, senza attenuanti, che l’istituzione della tassazione è un metodo tutt’altro che civile, bensì barbaro, per finanziare beni e servizi, in quanto equivale niente meno che ad una lampante estorsione e ad una grave violazione della libertà umana


La libertà è incompatibile con la tassazione. Questo nonostante il famoso adagio di Oliver Wendell Holmes, in base al quale “la tassazione è il prezzo che paghiamo per la civiltà”. In effetti, essa non è altro che un modo barbaro per reperire fondi, dato che si riduce a niente di meno che a una vera e propria estorsione.

Basti pensare a questo: siete assunti in una società, vi accordate per un determinato salario, ma in realtà non ricevete altro che una frazione di quello che vi è stato offerto. Perché? Poiché una parte cospicua della somma pattuita non viene corrisposta a voi, che l’avete guadagnata, bensì ad altri soggetti. E per quale motivo? Perché se non viene imputata a loro, questi dichiareranno colpevole di reato la società, e la faranno perseguire dalle autorità competenti.

Così, la società è costretta a drenare parte dei vostri guadagni e a trasferirli a coloro che hanno questo potere per imporglielo. Se questo non equivale esattamente al pizzo richiesto dalla Mafia, non so cosa sia. Certo, una parte dei fondi estorti sarà magari utilizzata per scopi che potrebbero beneficiare voi e alcuni di coloro che, ancorché taglieggiati, non avanzano proteste.

Ma questo discorso potrebbe benissimo applicarsi anche per coloro che vengono ricattati dalla Mafia.

E non importa, perché ciò che è sbagliato nell’estorsione non è la finalità o la destinazione cui i fondi vengono destinati, ma il modo in cui gli stessi vengono ottenuti: e cioè, con la violenza

Spesso, per giustificare la tassazione, ci si rifà alla figura di Robin Hood, che viene invocato come un modello paradigmatico. Non ha di fatto “rubato” ai ricchi per “dare” ai poveri? A ben vedere no, non è proprio così.index

Nella versione originale della leggenda, Robin Hood ha fatto esattamente l’opposto. Prendeva da quelli che rubavano ai poveri e restituiva il bottino ai legittimi proprietari. In quel tempo, le classi dominanti, partendo dal re all’ultimo dei suoi scagnozzi, erano abitualmente impegnate nell’esercizio dell’estorsione.

Ovviamente dissimulavano questa attività, con il pretesto che tutto dovesse appartenere al sovrano e alla sua cerchia.  Certo, i monarchi e coloro che cercavano di legittimare la monarchia cavalcarono questa fantasia e riuscirono anche a venderla al popolo, facendo credere che essi fossero effettivamente i depositari “del regno”, e che disponessero di un “diritto divino” a governare sul popolo. In questo modo, quando la maggior parte della popolazione andò a lavorare nei campi o in qualunque altro posto, si ritrovò a pagare “una rendita” al monarca e ai suoi manutengoli.

Naturalmente, se vivessi nel vostro appartamento, dovrei pagarvi il canone. È il vostro appartamento, dopo tutto, quindi vi spetta. Ma che dire se voi aveste ottenuto il vostro appartamento con la conquista, sottraendolo ai proprietari legittimi? Questo, più o meno, è il modo in cui i monarchi ottennero il diritto di governare: con la conquista. Di fatto, erano invece gli individui che lavoravano nel regno – nei campi o altrove – a detenere, con pieno diritto, la legittimità dei titoli proprietari sul medesimo; i monarchi, vantando delle pretese del tutto artificiose e pretestuose,  non potevano rivendicare alcunché.  Ma dal momento in cui riuscivano ad ingannare un sacco di persone impotenti circa l’effettivo possesso della titolarità,  la “rendita” doveva essere corrisposta.

Poiché, tuttavia, la Rivoluzione Americana sbugiardò questo stratagemma monarchico, l’istituzione della tassazione non poté essere spacciata come una sorta di legittima “riscossione del dovuto”. Questo importante cambiamento politico ha dimostrato, una volta e per tutte, che i monarchi erano solamente dei delinquenti più sofisticati, che angariavano il resto del popolo, e che violavano sempre e comunque i diritti naturali indisponibili degli individui, attraverso il furto e la coscrizione.

Tuttavia, in forza dell’idea che nutriamo circa la necessità che i nostri diritti debbano essere tutelati dall’impiego di alcuni mezzi che, naturalmente, comportano costi, la tassazione è rimasta una caratteristica costitutiva della società, che si protrasse nel passaggio dalla monarchia alla repubblica costituzionale.

Non troppe tasse, si badi bene, poiché ai Padri Fondatori sembrò piuttosto chiaro che la tassazione fosse, di per sé, un’estorsione vera e propria. Ma essi non riuscirono ad intravedere altre vie, legittime e moralmente accettabili,  per raccogliere i fondi necessari a pagare il governo per il suo servizio di sicurezza, a salvaguardia dei nostri diritti. Tuttavia, ci potrebbero ben essere delle alternative.

Ci sono altri modi in cui i governi potrebbero essere remunerati per il loro servizio di garantire i nostri diritti, i quali non potrebbero esistere senza tutela giuridica. Degli accordi contrattuali, al di fuori dell’ambito coercitivo della tassazione, potrebbero risolvere il problema.

Ma questa soluzione, del tutto legittima, non fu presa in considerazione all’indomani della Rivoluzione; così la tassazione rimase, sia pure in una misura piuttosto contenuta. Col tempo, cionondimeno,  il suo esercizio è sfuggito di mano.

Dopo tutto, se la Mafia confiscasse, con il pizzo, solo una piccola frazione di reddito alle sue vittime, la maggior parte di queste sarebbe probabilmente propensa a sopportare le angherie, anziché resistere. Ma quando la quantità sottratta passa dal 25 al 70% delle risorse prodotte, siamo al cospetto di un’estorsione di immani proporzioni. Ed ora ci troviamo nella situazione in cui la tassazione è diventata un’estorsione di immani proporzioni.

Alcuni ribattono a queste argomentazioni, notando che in altri Paesi la tassazione è ancor più elevata. Certo, perché essi sono ancora più lontani dall’aver vissuto ed introiettato lo spirito ed il senso della Rivoluzione, di cui l’America ebbe esperienza. Vale a dire, togliere il potere al governo e conferirlo a coloro cui, quel potere, veramente appartiene, ovvero i singoli cittadini.  Dopo tutto, è l’America il Paese leader del mondo libero, insieme ad altri Paesi, compresi la maggior parte di quelli dell’Europa Occidentale, anche se si collocano un gradino più indietro. Almeno è così che si supponeva dovesse essere.

Invece, la Rivoluzione americana è stata profondamente tradita e gli Stati Uniti si sono abbandonati ad un periodo reazionario,  in cui si è ritornati, sostanzialmente, alle politiche degli originari sistemi di governo. Questa europeizzazione dell’America è una vergogna, una maledetta vergogna. E questa condizione necessita di essere identificata come tale, prima che si possa sperare di arrestarla.

Il primo passo è riconoscere, senza attenuanti, che l’istituzione della tassazione è un metodo tutt’altro che civile, bensì barbaro, per finanziare beni e servizi, in quanto equivale niente meno che ad una lampante estorsione e ad una grave violazione della libertà umana.

Articolo di Tibor R. Machan, pubblicato su Mises.org

Traduzione di Cristian Merlo

La traduzione del presente scritto è stata rivista e riadattata rispetto alla versione originaria, comparsa  sul sito del  Mises Italia

5 (100%) 1 vote