Lo Stato illusionista

di Adalberto Ravazzani

Esistono libri che fungono da scudi e da spade. L’inchiostro su carta è animato dallo sforzo mentale della maieutica per mettere in discussione la realtà, i pregiudizi e le sedimentazioni culturali. “Lo Stato illusionista” (Leonardo Facco Editore) di Cristian Merlo non è da meno ed è il manuale antistatalista che garantisce a tutti noi le coordinate della libertà. Merlo è uno studioso del pensiero liberale. Collocandosi tra i grandi della tradizione libertaria, motivato dagli insegnamenti del suo maestro e docente pavese Bruno Leoni, ha messo in discussione tutti gli stratagemmi che lo Stato utilizza per giustificare la sua mitologica esistenza.

Come un giocoliere, lo Stato illusionista propaga la sua presenza attraverso la necessità dei “pubblici servizi”, come la sicurezza, le infrastrutture e la giustizia. Tuttavia, la storia economica dimostra che questi servizi possono essere garantiti ad un costo ottimale e per una qualità superiore da una società privata di libero mercato. E ancora: il Leviatano si autolegittima costantemente come una realtà “divina”, storicamente necessaria ed eterna. Merlo ha smontato questo paradigma hegeliano e marxista, dimostrando (con l’eredità di Herbert Spencer) che lo Stato è un’entità temporanea formata per lo più da una ristretta cerchia di funzionari che deve essere superata.

Inoltre lo Stato, attraverso il prelievo forzoso del frutto del lavoro dei produttori (la spoliazione legale), millanta di “redistribuire” dei beni e dei servizi pubblici gratuiti, indispensabili e universali. Questi beni non sono economici, non sono gratuiti e non sono allocati in maniera efficiente (pensiamo solo al monopolio dell’istruzione). Essi sono il frutto dell’arbitrio fallace della classe politica e della retorica del “bene comune”. Come se non bastasse, il catechismo statalista permette le rendite parassitarie e, di conseguenza, lo sfruttamento della classe produttiva.

La soluzione non è lo Stato, non è la burocrazia, non è lo statalismo, ma il mercato. Il libero mercato è l’unico sistema realmente morale ed efficiente, che permette crescita e sviluppo, produttività e le libertà fondamentali. Lo Stato è una “chimera”, l’antitesi della luce della verità.

Merlo ha smontato la dialettica che sta alla base di questi inversi rapporti di potere. Merlo è come Frédéric Bastiat: il pensatore francese, infatti, con coraggio tuonava che “Lo Stato è la grande finzione attraverso la quale tutti vivono alle spalle di tutti gli altri”. Sono parole che riscaldano il nostro cuore. Un plauso all’autore per questa straordinaria pubblicazione e per la sua capacità di riempire il nostro animo di speranza.

 

Recensione di Adalberto Ravazzani, comparsa su “Il Settimanale Pavese” del 18 marzo 2021