La potenza del capitalismo

di Adalberto Ravazzani

In questo articolo sosterrò una tesi scomodissima che urterà la mentalità comune. A differenza degli intellettuali, degli ideologi, dei teorici e della maggior parte dell’’élite culturale, sostengo che il capitalismo (nella sua forma pura) possa essere considerato come la più straordinaria rivoluzione della storia dell’umanità, alla pari dei mutamenti apportati nelle visioni del mondo dai paradigmi di un Copernico o di un Galileo. Il capitalismo, tuttavia, viene osteggiato dagli albori ed è considerato un perfetto capro espiatorio colpevole, agli occhi dei più, di tutti i mali che affliggono la società civile. Ma “la forza del capitalismo” (per citare un libro di Rainer Zitelmann, tradotto da Gugliemo Piombini) è in grado di squarciare il velo d’ignoranza di “tutte le balle sul capitalismo” (secondo l’opera di Murphy).

 A differenza degli altri suffissi inebriati dagli ismi, il capitalismo non è un’ideologia, ma un sistema economico obiettivo che ha permesso all’uomo di spezzare le catene della sua miseria economica e morale.

Già nel medioevo, con la “rivoluzione commerciale” garantita dalla Lex Mercatoria (e non su norme “positive”), si diffuse una mentalità imprenditoriale e commerciale basata sui valori borghesi, quali la fatica, la frugalità, il risparmio e il duro lavoro. Tra il 1750 e il 1880 l’Europa fu attraversata dalla ventata di ben due Rivoluzioni Industriali (dalla macchina a vapore all’utilizzo di nuove metodologie tecnologiche) con la conseguente divisione del lavoro, l’utilizzo dei macchinari e l’aumento della produttività totale. Il capitale, concetto base del capitalismo, divenne uno dei tre fattori di produzione (dopo la terra e il lavoro) e venne investito per creare nuove possibilità economiche e lo sviluppo delle imprese operanti nel mercato. Risultato? Grazie al capitalismo di libero mercato miliardi di persone sono state liberate dalla povertà assoluta, le creatività tecnologiche hanno migliorato il benessere, il lavoro e la salute delle persone e il prodotto totale (ovverosia la ricchezza delle nazioni) dei paesi capitalistici è aumentato di 70 volte.

Nessun sistema economico è riuscito a battere la fame, la sete e soddisfare i bisogni delle persone come è riuscito a farlo il capitalismo, e la sua economia libera da barriere centrali o legislative. Questi sono dati di fatto e non teorie. La potenza del capitalismo è stata ed è ancora oggi la forza di un sistema economico basato sulla libertà, sull’efficienza, sulla meritocrazia e non sulla coercizione statale.

Articolo di Adalberto Ravazzani